venerdì 10 marzo 2017

365





In un mondo civile, non dovrebbero esistere ricorrenze segnate sui calendari, per aiutarci, a ricordare chi siamo e per farci rispettare.
Come donna, come uomo... semplicemente come esseri umani!
Parità&dignita' si dovrebbero celebrare 365 giorni all'anno.



venerdì 10 febbraio 2017

Quel posto che non c'è



Il sentiero dietro di me sembra ormai scomparso.
Un ricordo sempre più opaco e dimenticato.

Sotto foglie e sassi una vita fa, 
sopra un cielo che  nasconde un grammo di felicità.
Sfoglio le pagine di ciò che è stato. 
Volti, voci e sguardi.

Il sentiero davanti a me, è ancora incognita.
Indosso le mie scarpe preferite, con cui poter danzare una poesia ancora non scritta.

Che cos'è un uomo senza i suoi se e i suoi ma.
L'incertezza di ieri si è mutata in certezza del mio oggi.

La debolezza trasformata in forza.
La paura in coraggio.

Tutto ciò che so è che ancora non saprò.
È tempo di andare avanti senza rimorsi, ne rimpianti.

Scende la neve in cortile ricoprendo rami e fiori.
In contemporanea una lacrima bagna un sorriso appena nato.
Ed ecco che per magia, dalla finestra del mio presente, si intravede un fievole riflesso di quel posto che non c'è più.








giovedì 9 febbraio 2017

Al limite della normalità


 ©Alessia Santopaolo

Al limite della normalità uomini che sperano,
ed altri che respingono.

Nero su bianco
Bianco su nero

Al limite della normalità parole di odio,
scambiate per parole legittime.

Amore e odio
Odio e amore

Al limite della normalità c'è chi, per un dollaro, beve petrolio da bicchieri di cristallo,
altri che camminano a piedi scalzi su montagne di spazzatura.

Profumo e puzza,
puzza e profumo.

Al limite della dignità c'è chi indica la luna come causa del suo mal di mare,
e chi oltrepassando ogni confine intergalattico, cerca di affrontare a testa alta l'ultima onda.

Accoglienza e chiusura
Chiusura ed accoglienza

Al limite della normalità c'è chi per vanità si specchia nel riflesso dei propri occhiali,
chi per necessità riflette su ciò e va oltre.

Convenienza ed opportunità
Opportunità e convenienza.

Al limite della normalità, tutto è possibile, ma non proprio tutto è necessario.










venerdì 30 dicembre 2016

La ragazza dagli occhi blu. (breve racconto)



fonte: BeautyStories - Douglas

C'è chi non conobbe mai il suo volto e tanto meno il suo nome.
Ma la sua beltà era talmente unica che la sua storia venne tramandata di generazione in generazione, come: la ragazza dagli occhi blu.

Passarono secoli, anni, mesi, da quando il tempo diede fine alla sua vita, troppo giovane e candida  per essere celata tra il buio di quattro tavole di legno e dal vuoto della memoria.

Così  i saggi la posero in una teca di cristallo, affinché il suo cuore puro potesse essere, per sempre, un riflesso per la  luce del sole.

Nacquero diverse aurore e tramonti,  ma mai il tempo riuscì a porre fine alla sua bellezza eterna che, tra le pieghe dei colori dell'arcobaleno, in un sorriso di un bambino, in un giovane ventre di una giovenca, tra le verdi colline e nel blu delle onde del mare, si poteva  vedere ed incontrare come se fosse, ogni  istante, la prima volta.

Passarono miliardi di secondi dal suo primo vagito e dalla sua prima parola, dal suo ultimo lamento e dal suo ultimo respiro.

Diverse lune girarono su se stesse, ma mai i passanti e i futuri soli dimenticarono, nelle loro canzoni, di raccontare e riflettere sulla storia dell'eterna bellezza, della ragazza dagli occhi blu.

sabato 30 gennaio 2016

Gli obblighi e le cure della sanità olandese






Quando si è costretti a lasciare l’Italia, per motivi economici o per virtù, sarebbe utile informarsi sulle regole e sulle  norme che strutturano il sistema sanitario del paese dove vorremmo vivere per un breve o medio/lungo termine.
Rispetto al Servizio sanitario Nazionale pubblico (SSN), gestito in gran parte dagli enti sanitari regionali, che il nostro Bel Paese offre gratuitamente o a basso costo senza alcuna discriminazione socio-economica per quanto riguarda il reddito, i contributi del lavoratore e il tipo di impiego del soggetto che bisogna soccorrere e curare. L’Olanda si presenta in tutt’altra veste per quanto riguarda l’erogazione dei farmaci e delle cure sanitarie.
In un recente report l’organizzazione nazionale associativa dei farmacisti olandesi KNMP, ha evidenziato il forte disagio da parte degli cittadini per la difficoltà nel poter accedere facilmente ad alcune tipologie di farmaci, come esempio gli antibiotici. Tale problema non è dovuto  tanto dalla volontà dei farmacisti ma dalle  strategie aziendali di alcune multinazionali del farmaco che avendo il monopolio nella produzione e nella distribuzione delle medicine non ritengono l’Olanda un paese dove poter adottare delle politiche commerciali più economiche, essendo un mercato piccolo con pochi abitanti e quindi a sua volta con un basso consumo di farmaci rispetto ad altri Stati.
In Olanda gli esercenti che sono preposti alla vendita di prodotti farmaceutici sono l’apotheek (farmacista) che ha l’obbligo di poter vendere le medicine più forti, come gli antibiotici, solo su prescrizione medica, e il drogist (droghiere) noto con il nome di Kruidvat  e di  Etos i quali possono vendere farmaci senza prescrizione come: i cosmetici, i medicinali da banco per gli stadi iniziali della febbre o del raffreddore e per la cura dei bambini.

Muoversi nel sistema sanitario olandese per uno straniero può sembrare al primo impatto abbastanza complicato.  Per chi volesse intraprendere un periodo di studio o di lavoro di medio/ lungo termine, senza temere di essere multato, è obbligato a munirsi di un’ assicurazione sanitaria olandese di base per poter coprire i costi delle cure.
 Da gennaio 2006 i Paesi Bassi hanno adottato un nuovo sistema di assicurazione sanitaria.
 Il sistema sanitario viene gestito prettamente da compagnie assicurative di privati, il Governo ha solo la responsabilità sull’accessibilità, sulla qualità del sistema e ha inoltre un’autorità decisionale sul contenuto dei pacchetti di base che devono coprire: le cure mediche ospedaliere e di specialisti; servizi infermieristici; trattamenti psicologici e psichiatrici; fisioterapia e cure odontoiatriche fino ai 18 anni; il costo degli apparecchi medici;  cura prenatale; trasporto malati; servizi paramedici; almeno tre fertilizzazioni in vitro; fino a tre sessioni con un dietologo; servizi di logopedia e programmi per smettere di fumare.
Il costo del pacchetto base viene ogni anno deciso dalle compagnie assicurative. Per chi necessita di cure extra può comprare assicurazioni aggiuntive che andranno a variare il prezzo finale del pacchetto a seconda dei costi addizionali.

Per chi è cittadino europeo ha il vantaggio nel poter richiedere la carta dell’ assicurazione sanitaria europea (EHIC: European Health Insurance Card)  presso l’ente o l’ agenzia sanitaria del proprio paese. Con questa carta si può usufruire, con più facilità, delle cure mediche del paese ospitante e permette di non dover pagare in caso di emergenza o di poter ottenere in modo più celere il rimborso delle spese sanitarie. Nonostante tali benefici, l’assicurazione sanitaria di base olandese è obbligatoria anche per i cittadini dell’Unione Europea che vogliano permanere a lungo termine (dai tre anni in poi) sul territorio fiammingo.

Per maggiori informazioni consiglio di cliccare su questi siti istituzionali olandesi:
Ø  De Belastingdienst (Amministrazione tasse) www.belastingdiest.nl
Ø  Ministerie van Volksgezondheid, Welzijn en Sport (Ministero della Salute) www.minvws.nl
Ø  Sociale Verzekeringsbank (Banca Assicurazione Sociale) www.svb.nl

Paura e terrore. A rischio Trattato di Schengen.



                     Paura e terrore.  A rischio Trattato di Schengen.
                                                              Alessia Santopaolo
                   

Leader d'Europa, non è delle urne elettorali che vi dovreste preoccupare. Sono i libri di storia".  25 gennaio 2016, con questa frase l’ONG Amnesty International urla il suo pensiero ai Leader europei che si sono riuniti ad Amsterdam per dibattere sulla proposta della Commissione europea nell’organizzare un corpo multinazionale di guardie di frontiera con cui gestire i flussi migratori e per discutere sul destino del Trattato di Schengen che potra’ mettere a rischio la libera circolazione delle persone e un maggiore tasso di controlli doganali.
Nel 1985 Francia, Germania e il Benelux, nella piccola citta’ del Lussemburgo, firmarono il Trattato di Schengen per la libera circolazione delle persone.
Successivamente altri ben 24 Stati, tra cui l’Italia, aderirono a tale Convenzione internazionale.
A farne parte oggi sono:
Belgio; Francia; Germania; Lussemburgo; Paesi Bassi; Monaco; Portogallo; Spagna; Italia; Austria; Grecia; Danimarca; Finlandia; Svezia; Islanda; Norvegia; Slovenia; Estonia; Lettonia; Lituania; Polonia; Rep. Ceca; Slovacchia; Ungheria; Malta; Svizzera; Liechtenstein.    
Tra gli obiettivi storici del Trattato di Schengen ci sono:
·        Abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dello spazio Schengen, salvo circostanze eccezionali;
·        Rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen;
·        Collaborazione delle forze di polizia e possibilità per esse di intervenire in alcuni casi anche oltre i propri confini;
·        Coordinamento degli stati nella lotta alla criminalità organizzata di rilevanza internazionale;
·        Integrazione delle banche dati delle forze di polizia detto Sistema di informazione Schengen (SIS).
I venti di guerra e di terrore che stanno soffiando da mesi sull’Europa e sul mondo intero, rendono sempre piu’ complicato il dialogo  internazionale.
Gli Stati, per difendersi dall’ampio flusso di migranti che scappano dai conflitti e dalle persecuzioni politiche dei propri paesi, stanno alzando nuovi muri e nuove barriere non solo fisiche ma anche burocratiche tra i confini geopolitici del Vecchio continente, portando cosi’ l’orologio della storia indietro di anni.
La sospensione del Trattato di Schengen potrebbe determinare danni economici e un indebolimento identitario all’interno dello spazio comunitario, ma nonostante questa presa di coscienza, sono ben sei paesi a voler mettere in atto tale decisione: Francia, Germania, Danimarca, Austria, Norvegia e Svezia. L’Italia e la Grecia sono invece tra i paesi contrari.
se non possiamo proteggere i confini esterni dell’Ue, il confine tra Grecia e Turchia, allora il confine esterno dell’area Schengen sarà spostato verso l’Europa centrale”. Da come possiamo evincere dalle parole del ministero dell’interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner, la stessa Grecia e’ stata richiamata a impegnarsi a potenziare i propri controlli lungo i confini con la Turchia, per evitare di essere espulsa dall’area Schengen.
Nella mappa sottostante viene evidenziato lo stato dell’arte dei paesi che fanno parte dell’area Schengen e quali sono quelli che gia’ stanno applicando in modo temporaneo la chiusura delle frontiere in modo indiscriminato con l’introduzione dei controlli di polizia.

Come la storia ci insegna, non sara’ di certo una chiusura frontaliera internazionale che risolvera’ e arginera’ definitivamente il grave problema sociale che sta affliggendo, ormai da mesi, il Mediterraneo, protagonista dell’ennesimo esodo biblico e dell’ennesima vergogna della cattiveria umana che dilaga in un’emorragia continua tra paura e terrore.


mercoledì 13 gennaio 2016

SOFFIA


                                     


Soffia via la malinconia 
dalla tua mania di guardarti indietro.
Vai avanti e rincorri la felicità. 

Dai una mano al tuo destino affinché sia più bello il tuo riflesso di vanità.
Balla, canta sullo spartito infinito della tua gioia.

Sarà questo bel vento che ci fa sentire leggeri.
Il sorriso che vedo sul tuo viso non è una illusione
ma pura poesia. 

Soffia via il tempo dalle mie mani
non riesco a fermare i secondi di questi bei attimi 
li disegno nella mia mente per tenerli per sempre accanto al mio cuore.

Sarà questa corrente che ci porta via
tra le onde della normalità a rendere il viaggio più magico.
Vedere i tuoi occhi in mezzo alla folla, 
no non è un'illusione, ma un' unica emozione impossibile da evitare.

lunedì 11 gennaio 2016

Il superfluo



                                                         
                   


Tra una fetta di marmellata e di cioccolata,
tolgo via dalla mia pelle questo velo di banalità e di superfluo.

La litania  ridondante di parole dette e scritte mille volte non mi piace più.

Buttar giù dalla finestra i brutti momenti sarà il ritmo del mio presente.

Di certo non capirò mai il senso dell'essere alternativo

di colui che combatte le multinazionali navigando sui suoi dispositivi da ultimo grido,
anche il superfluo di questi dilemmi burleschi non faranno più eco nei miei pensieri
dove sarà concesso lo spazio solo al concreto e alla fantasia.

Via andrà il superfluo racchiuso in frasi fatte e fette sugli occhi che ostacolano la vista.

Riuscirò così a riconoscere la strada del mio io
senza più il superfluo che ieri rendeva il passo più pesante e la meta più lontana.

L' inutile volerà via col vento oltre la pellicola in bianco e nero di ciò che è stato

per lasciare spazio a ciò che conta e colora.

Ballare sotto un cielo di stelle a piedi nudi sulla sabbia bagnata

sarà ciò che servirà per scacciar via il superfluo rendendo il mio salto più leggero e salato.

Di certo non capirò mai il senso dell'essere cattivo,

che gioisce nel vedere l'altro star male,
anche il superfluo di questi quesiti senza risposta li metterò in un angolo della mia mente,
dove sarà concesso lo spazio solo a chi non ride vedendoti cadere ma ti tende la mano.





domenica 18 ottobre 2015

Senza sosta







Partire senza fermarsi,
prendere un aereo ed essere già altrove.
Quanto pesano le valigie,
quanto può essere pesante una vita senza una meta?

Il giudicare fa parte della debolezza umana,
che senza sosta scrive con viltà la sua povera verità.

Quanto possono pesare le parole dette e quelle non dette.
Cosa fare quando al di là della cornetta nessuno risponde?
Privi di ciò che sarà il domani, continuiamo ad andare
senza sosta e senza risposta.

Il tempo corre sempre di più e non aspetta a nessuno, 
nemmeno a te che stai lì fermo con gli occhi alla ricerca della tua ombra riflessa sul marciapiede.

Giocati le tue carte e buona fortuna. 

















                         

sabato 26 settembre 2015

Dove sorge il sole





                  


Cara Sibari, 
nel dirti addio dal binario morto della tua stazione,
dal finestrino di questo piccolo treno, guardo il tuo mare immenso 
le tue spiagge deserte dove i gabbiani si stringono, l'uno accanto all'altro,
contro il freddo della notte e della morte.

Mar Ionio,
dimenticato dalla classe politica e da Dio,
come un'ancora che aspetta il pescatore che la tiri su.

Magna Grecia da scoprire, 
con i tuoi alti monti e le tue distese pianure,
faresti paura a qualsiasi forestiero
che folgorato dalla tua bellezza, dopo un pò, farebbe fatica a lasciarti.

Caro Thurio,
quanti racconti di nobili cavalieri cela il tuo mantello,
che pesa come un fardello.

Il fiume impetuoso si è ripreso il suo letto,
e tu Rossano sei stata  travolta, insieme al tuo vicino Corigliano,  dal peso dell' ingordigia.

Lì dove sorge il sole,
non bastano fiaccolate per dare luce ad una Calabria buia ed abbandonata.

Mentre il Tg parla di abusi edilizi,
Cara Ninfa, tu sei già pronta ad andare a battere sulla 106,
anche quando il sole non è ancora sorto sulle tue vesti gialle
al sapore di agrumi e di terra da arare.




Il tempo per un bacio




                                       

Sotto il cielo di Budapest
c'è ancora tempo per un bacio.
Prima di ripartire verso nuove vie.


Sopra gli scogli di Lesbos
c'è finalmente tempo per un abbraccio ed un ultimo sguardo verso quella casa senza luce, che sta sull'altra sponda del mare.

Su un vagone che va verso la Germania, c'è tempo per una preghiera per chi in fondo al Mar Mediterraneo tiene ancora gli occhi aperti e le mani tese verso una terra promessa mai raggiunta.

Davanti ad un cartellone con su scritto "Welcome", "Benvenuti",
c'è tempo finalmente per piangere
dalla gioia di essere giunti all'inizio di una nuova vita.

Tra le felci alte dell'Europa,
c'è tempo per sorridersi, occhi negli occhi, 
stringendo a sé il proprio futuro
sperando di poter, un giorno, ritornare ad odorare il profumo ancestrale delle proprie radici. 












giovedì 24 settembre 2015

ART MAKES

                         ART MAKES
                                      
                                                    (una poesia in prosa)



                                                        



I colori danno vita al mondo.

Come i globuli rossi arrivano lungo le arterie del cuore, così l’arte fa battere le nostre emozioni dentro l’involucro dell’anima a ritmo dell’impressionismo, della pop art, del rinascimento, dell’esistenzialismo e dell’avanguardismo.

Il bianco e nero esistono solo dentro i pixel della TV e nel pessimismo di chi non crede alle sfumature di questo universo che non si stanca mai di espandersi verso l’infinito. 
I buchi neri sono solo il segno della nostra ignoranza, della verità a colori che non riusciamo a vedere dietro il velo di Maya.

Povero colui che percorre da solo il suo cammino 

monocromatico, senza la curiosità di deviare per nuove isole

e terre dove il sole risorge sempre per illuminare le menti di 

chi viaggia a piedi scalzi senza bussola, ma solo con la 

voglia di andare verso l’inizio di una nuova Era da colorare 

insieme, nonostante il vento in faccia.






venerdì 18 settembre 2015

ASSENZA ASSORDANTE




         


Le parole non dette, fanno male come un abbraccio mancato.
L'assenza di te è un vuoto assordante che rende la mia anima pesante dentro i miei leggeri vestiti estivi.

Guardo l'alba. E' già iniziato un nuovo giorno.
Il mondo sta mutando in una nuova Epoca, troppo velocemente. 
Si innalzano nuovi muri e fili spinati,
proprio come quelli che sono attorno a noi.
Cerco di andare avanti, attraverso un varco tra i roghi, 
ma è inevitabile non farsi male. 

Che ne sarà di noi,
su questa terra che scotta e gronda di sudori,
i mari sommergono i lembi delle spiagge,
le montagne perdono spessore. 
I fiumi si riprendono i propri spazi rubati,
distruggendo tutto ciò che per loro è superfluo.
Le guerre aumentano sempre di più la loro brutalità,
rendendo intere Nazioni un deserto di sangue e detriti.

In tutto questo caos biblico,
rimango qui a guardare le vetrine dei negozi
cercando di dare un senso all'assenza di te e ad un autunno che tarda ad arrivare.