lunedì 13 gennaio 2014
giovedì 26 dicembre 2013
PHOTO'S SAN LUCIDO
GLOBULI ROSSI
I GLOBULI ROSSI NON SONO ALTRO CHE LA
RAPPRESENTAZIONE DI CHI NON C'è PIU'
MA CONTINUA A VIVERE ATTRAVERSO I
RICORDI DOVE LE PERSONE NON MUOIONO
MAI!
sabato 14 dicembre 2013
lunedì 28 ottobre 2013
PASSO DOPO PASSO
Ogni passo che facciamo è per raggiungere una meta.
Dal primo sguardo sul mondo,
battito dopo battito ,
impariamo di che colore è il cielo,
il sole, le foglie, il mare,
impariamo a scoprire,
ora dopo ora,
noi stessi.
Con le orme indelebili,
passo dopo passo,
scriviamo le pagine della vita,
fatte di pianti, sorrisi,
cadute, gioie,
incontri, scontri,
amici. nemici,
battaglie e vittorie…
anno dopo anno.
Ogni pagina è speciale, unica, irripetibile
contrassegnata da punti dopo punti,
virgole, battute, pause che delineano il nostro
profilo,
il nostro cammino che come un curioso
scoperta dopo scoperta
percorre instancabile la strada del presente verso
la via del futuro inesplorato
portando sulle sue spalle
ostacolo dopo
ostacolo
passo dopo passo.
lunedì 7 ottobre 2013
E piove
E piove,
piove sul corpo mal ridotto dell'Italia sbranato dagli avvoltoi del Palazzo e dai loro parassiti che gustano e sbavano con piacere sulla carcassa di una nazione che, tanto tempo fa, veniva definita bel paese...
e intanto la pioggia lava via il sangue dalle ferite di una fenice che chisa' quando riuscirà a risorgere dalle sue ceneri...
e intanto piove,
piove sul nostro amor.
SIAMO TUTTI NOMADI
Il mondo una volta aveva il volto di un unico grande blocco che col tempo si e' suddiviso in diversi pezzi come un puzzle. Se prendiamo un continente possiamo notare come i suoi lati ed angoli combacino con quelli di un altro. La terra dallo spazio sembra una piccola biglia colorata.
Che diritto ho nel definire gli altri stranieri, clandestini...quando siamo tutti fatti della stessa sostanza e particelle delle stelle?
Le stelle insieme formano galassie, nuovi mondi...noi esseri umani non potremmo imparare a fare lo stesso senza guardarci sempre come dei perfetti sconosciuti?
lunedì 23 settembre 2013
Il Silenzio
![]() |
| fonte: http://www.oddmag.it/2016/06/08/il-silenzio/ |
Quando intorno a te c’è
confusione
quando le tue orecchie
sentono rumori, parole,
discorsi inutili
che ti offuscano la
mente.
Quando tutto quello che
ti circonda
è difficile da
comprendere, d’amare, d’ascoltare.
Quando senti le onde
del mare nella tua mente
sbattere fra i tuoi
problemi, le tue angosce
che ti straziano
l’anima.
Allora chiudi gli
occhi,
tappati le orecchie e
incomincia a volare lontano,
dove si perde ogni
suono,
ogni volto.
Dove gli uomini ballano
al ritmo del cuore.
Così nel riaprire gli
occhi
non rischierai di
cadere nell'abisso dell’ignoto
e del Silenzio.
ASTRO UNICO
L’amore
sta negli occhi di chi ci sta accanto
anche quando è lontano.
anche quando è lontano.
Nel contemplare la
nostra metà ogni giorno rinnoviamo,
in piccoli e grandi gesti, l’eterna felicità
in piccoli e grandi gesti, l’eterna felicità
cercando così di andare oltre le
banalità dell’ingenua stupidità.
La luce dei due sguardi innamorati si riflette in un unico astro
che al ritmo della vita passata e futura, illumina il cielo infinito.
La luce dei due sguardi innamorati si riflette in un unico astro
che al ritmo della vita passata e futura, illumina il cielo infinito.
Esso un giorno si porrà sulle
teste di alcuni curiosi
che osservandolo, attraverso le lenti
spesse di un cannocchiale,
si
chiederanno a quali anime gemelle sarà mai appartenuta tanta beltà che brillerà per sempre nella
galassia della semplicità.
giovedì 12 settembre 2013
LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE NEL DIRITTO.
![]() |
| "Ipowernews" di Alessia Santopaolo |

"Ipowernews in bianco e nero" di Alessia Santopaolo
Se poniamo in un angolo buio e senza luce l’uomo e
lo imbavagliamo, lo incateniamo e gli facciamo indossare degli auricolari dove
può solo ascoltare un’unica canzone e lo imbavagliamo costringendolo a stare
per anni in quello stato, anche se all’inizio troverà piacevole quella sinfonia
musicale nelle orecchie, dopo un po’ non farà altro che trovare nausea e non
piacevole quello stato di schiavitù, dove non ha la possibilità di parlare,
ascoltare qualcosa di diverso da quello che passa negli auricolari e vedere la
realtà come veramente è mutata e cambiata, rispetto all’ultima volta che l’ha
vista a colori, senza alcun ostacolo, senza avere il bisogno di nessun capo o
padrone che gli racconti a suo piacimento e secondo le sue opinioni “la verità”
e i fatti del mondo che lo circondano.
L’uomo per divenire veramente un essere umano libero
e no un animale senza ragione, deve cercare di liberarsi delle catene, delle
censure e del bavaglio che i potenti della terra gli impongono, non solo per
una sicurezza dell’ordine pubblico o per il rispetto della morale e dell’etica
come vorrebbero fargli credere, ma soprattutto per farlo diventare un burattino
privo di capacità motorie e mentali nel poter trasmettere le sue idee,
opinioni, pensieri diversi dal normale. Come direbbe Martin Luther King “Le nostre vite finiscono quando taciamo di
fronte alle cose davvero importanti”.
Non comunicare e informare ciò che potrebbe essere
utile per l’interesse collettivo o anche solo per noi stessi come, ad esempio,
denunciare gli atti illeciti ed illegali della classe politica del nostro o di
un altro paese, o condannare attraverso i diversi mezzi di comunicazione i
comportamenti e i mali perpetrati dalle varie mafie, si potrebbe considerare
questo stato di silenzio e d’ indifferenza come un vero e proprio reato da
perseguire per legge non solo a livello nazionale ma anche europeo e
internazionale.
Dalla Tutela internazionale, comunitaria e nazionale
della libertà di espressione, come diritto – dovere umano, dipende la libertà
intera e complessa dell’uomo, che deve essere libero di esprimere le sue
opinioni e le sue verità anche se non sono assolute, ma proprio per questa sua
imperfezione, l’uomo deve avere la possibilità e quasi l’obbligo, in un
contesto pacifico e democratico, di confrontarsi con le idee e le verità
relative degli altri, senza, naturalmente, l’imposizione di cambiare a forza la
sua idea solo perché sarà una minoranza o l’unico che la pensa in un modo su un
determinato aspetto della vita.
L’essere umano non deve essere perseguito da nessun
Stato o legge scritta e orale, torturato e ucciso solo perché ha avuto il
coraggio e la voglia di rivelare il suo pensiero e porsi in una condizione di
essere criticato. La censura purtroppo non è un male solo del nostro secolo, ma
in passato anche chi era al vertice di poteri temporali e spirituali, se n’è
avvalsa portando il suo popolo ad un’ ignoranza forzata, all’indottrinamento e
alla schiavitù del pensiero.
Oggi giorno persone come Giordano Bruno o Galileo
Galilei ancora esistono, perseguitate, torturate, costrette al silenzio o a
cambiare teoria per non venire “arso vivo” in sentenze e condanne, scritte da
giudici corrotti o costretti ad applicare leggi volute da chissà quale regime
dittatoriale o pseudo democratico dove i diritti fondamentali non trovano
alcuna garanzia ed applicazione concreta.
Come il potere politico non potrà mai fare a meno
della libertà di espressione per comunicare con il popolo che, a sua volta,
deve e ha il diritto di esercitare questa libertà che non solo le Costituzioni
democratiche gli garantiscono, ma anche le Dichiarazioni e Convenzioni
internazionali ed europee. Purtroppo queste norme a favore dei diritti umani
non sempre vengono rispettate e messe in atto per tutti allo stesso modo.
Visto che tutti gli esseri umani sono dotati della
capacità di poter pensare ed esprimere attraverso vari mezzi e strumenti quello
che hanno da comunicare,insegnare... credo che in ogni angolo del mondo anche
se siamo stranieri o apolidi privi dello
status di cittadinanza dello Stato in cui ci troviamo, dovremmo avvalerci
dello status di cittadino del mondo
che ci darebbe una tutela maggiore per far sì che nessuna autorità di nessun
colore politico o militare ci tolga brutalmente la parola mentre stiamo
esprimendo agli altri il nostro pensiero, mettendoci isolati e per anni in un
angolo buio con mani legate, bocca imbavagliata ed orecchie stonate da una sola
musica calpestando senza pudore la nostra dignità di esseri umani.
LA FUGA DEL MARE
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| "La fuga del mare" di Alessia Santopaolo |
Quando sto seduto sulla spiaggia della mia vita
sento il calore della sabbia che con garbo mi riscalda l’anima come una
grandissima coperta. Lungo il bagnasciuga c’è gente che va da destra verso
sinistra e da sinistra verso destra. Persone di ogni età: donne, uomini,
bambini ed anziani. Corrono, hanno fretta. C’è chi è vestito da signore con
giacca, cravatta, capello e fiore all’occhiello; c’è chi indossa pellicce e
diamanti dove potersi specchiare. Quanto corre questa gente sembra che non
abbia pace non ha tempo nemmeno per degnarmi di uno sguardo e di certo non
passo inosservato.
-:“ Sono qui, ehi voi ma perché andate di fretta?
Perché non vi fermate a brindare con me alla vita?”.
Ora che guardo bene accanto a me c’è un bambino che
gioca spensierato come se per lui il tempo fosse una macchina senza freni,
piena di divertimenti come una giostra. Dall’altro lato della spiaggia vedo
persone con ombrelloni e borse da pic-nic prendere la tintarella sotto i raggi
calienti del sole. Ridono, parlano, giocano a carte e qualche volta si
divertono a spruzzarsi con la mia acqua salata a tuffarsi nelle mie onde che
nascono e muoiono in un movimento ripetitivo. Queste persone mi vogliono un
bene immenso, godono di una ricchezza unica difficile da contare e pesare, un
tesoro simile ai granelli della mia sabbia che si trova nel forziere dell’anima.
Il mio spirito è racchiuso nella fauna e nella flora dei miei fondali, sotto il
mio mantello vasto quanto il cielo, il mio cuore batte al ritmo del canto delle
sirene. Dentro di me ci sono tante vite di diverse forme, grandezze , coralli
di ogni colore che fanno da contrasto. Da fuori sembro vuoto, ma se guardate
bene fra un’increspatura ed un’altra vedrete esseri che mangiano, dormono,
nuotano, vivono e muoiono: merluzzi, pesce cane, pesce spada, granchi, balene,
delfini e grandi predatori come squali ed orche. Quest’ultimi possono sembrarvi
degli animali feroci ma per la mia esistenza sono fondamentali, le mie acque
non potrebbero vivere senza. Mi aiutano a mantenere in equilibrio l’ecosistema
naturale e la biodiversità racchiusa in me.
Sapete mi sono posto sempre una domanda:” Come sarà
il mare dalla spiaggia, dai treni, dalle vostre case...”. Per un giorno vorrei
prendermi una vacanza, uscire da questo immenso guscio e godermi su uno scoglio
la brezza, il profumo e il calore di quell’attimo, chiudere gli occhi e sognare
mentre il sole cala sul mio corpo senz’anima. Ma non so se nel riaprire gli
occhi vedrò ancora gente ridere o solo pianti nel vedermi spento, stanco. Meglio
stare dove sono nel profondo dei fondali. Certo sarebbe curioso poter vedere
disteso sul bagnasciuga le stelle nel firmamento che illuminano il mio mantello
blu scuro. Vedere da un’altra prospettiva l’ombra della luna ballare il valzer
con una nuvola come Ginger e Fred mentre tutti dormono ignari di quello
spettacolo.
Ciò che urlerei ai passanti dalla mia riva se mai
potessi farlo sarebbe questo:” Com’è possibile che su tanti esseri, quelli che
inquinano, umiliano le mie acque di ogni schifezza siete solo voi? Ogni volta piango
nel veder morire soffocati di catrame i miei cari amati fratelli pesci e
uccelli. Quanto male producete ogni anno con le vostre mani e avete poi il
coraggio di chiamare assassini le mie orche e i miei squali. Vi spaventate di
una medusa e piangete se vi va un po’ di acqua negli occhi nel stare a
galla…allora io cosa dovrei fare nel dover ogni volta convivere con fusti e
navi piene di veleni che ogni secondo uccidono una parte di me in silenzio come
un cancro. Abusate dei miei spazi con cemento e mattoni. Vi ritenete padroni di
tutto e di tutti come se la vostra natura fosse quella perfetta ed intoccabile.
Siete la specie più disumana che le mie acque abbiano mai conosciuto dalla
notte dei tempi, vi ritenete i paladini dell’amore, della giustizia, della pace
ma poi siete perfette macchine da distruzione. Nella mia pancia custodisco
relitti di ogni epoca ma soprattutto racchiudo in me le anime dei vostri
fratelli che avete respinto in una notte di mareggiata e non li avete soccorsi
mentre affondavano insieme alle loro speranze.”
Si narra che una notte su uno scoglio un uomo con
barba lunga e
capelli al vento fissava lo sguardo verso il firmamento.
Ad un tratto si tuffò in mare lasciando sullo scoglio la sua impronta con un’onda e mai più si vide all’orizzonte.
La leggenda di un pescatore narra che dopo quella notte, da quello
scoglio, mai più vide l’ombra del mare.
capelli al vento fissava lo sguardo verso il firmamento.
Ad un tratto si tuffò in mare lasciando sullo scoglio la sua impronta con un’onda e mai più si vide all’orizzonte.
La leggenda di un pescatore narra che dopo quella notte, da quello
scoglio, mai più vide l’ombra del mare.
martedì 27 agosto 2013
RIDATE I GIOCHI AI BAMBINI SIRIANI
Scoppia una bomba, ecco
adesso un’altra ancora
ma non era proprio così
la ninna nanna che mia nonna mi cantava quando ero piccolo
questa non è musica…è
solo rumore che rompe le viscere della terra e il mio cuore appena nato.
1, 2, 3…sulla mia testa
c’è il numero 43. Vorrei alzarmi, correre verso l’arcobaleno ma non posso
Sto fermo, immobile…un,
due, tre…stella, ma non riesco a fare un passo avanti e nemmeno uno indietro,
posso solo guardare in alto il soffitto di questa stanza immensa del deserto.
Pian piano i miei occhi
si poggiano sul viso del mio amico di scuola, della mia mamma e mi chiedo
quando arriverà il suono della campanella di scuola per poter riavere i miei
giochi e poter correre verso casa con il mio zaino colorato sulle spalle.
Le lacrime bagnano le guance del mio passato mai vissuto
ma temuto e curiose di un futuro sconosciuto. Ora mi giro intorno non vedo più
la mamma. Sui i miei occhi c’è un telo bianco e ricordo che non era proprio
così il colore del cielo.
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